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Retinopatia diabetica: quando fare i controlli per proteggere la vista

Articolo a cura dell’équipe medica del Centro Oculistico Iris di Cosenza.

Revisione scientifica: Dott. Silverio Rizzuto, Direttore Sanitario del Centro Oculistico Iris, specialista in Oftalmologia, Diploma Europeo in Oftalmologia (European Board of Ophthalmology), oltre 2.000 interventi di chirurgia vitreoretinica.

Retinopatia diabetica

In breve:

La retinopatia diabetica è la complicanza oculare più frequente del diabete e una delle principali cause di riduzione della vista in età lavorativa. Interessa circa un terzo delle persone diabetiche. Nelle fasi iniziali è asintomatica. Chi ha il diabete di tipo 2 deve fare un controllo del fondo oculare alla diagnosi, chi ha il tipo 1 entro 5 anni, con esami di controllo periodici stabiliti dallo specialista.

 

Che cos’è la retinopatia diabetica?

La retinopatia diabetica è una malattia cronica che danneggia i piccoli vasi sanguigni della retina a causa dell’eccesso prolungato di glucosio nel sangue. È chiamata anche retinite diabetica o retinopatia da diabete.

L’iperglicemia mantenuta nel tempo indebolisce le pareti dei capillari della retina diabetica: i vasi si dilatano, rilasciano liquidi e, nelle fasi avanzate, possono chiudersi. Il danno si accumula giorno dopo giorno ed è per questo che chi ha il diabete da più tempo, è il soggetto più a rischio.

Quante persone colpisce la retinopatia diabetica?

Si stima che la retinopatia diabetica interessi circa il 35% delle persone con diabete, mentre la forma proliferante, che è quella realmente pericolosa per la vista, riguarda circa il 7% dei pazienti (dati riportati dall’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità,  IAPB Italia).

Il rischio cresce con la durata della malattia. I dati epidemiologici a nostra disposizione indicano una prevalenza di circa il 20% dopo 5 anni dalla diagnosi di diabete, del 40-50% dopo 10 anni e superiore al 90% dopo 20 anni.

In Italia, secondo i dati degli Annali AMD (Associazione Medici Diabetologi), risulta affetto da retinopatia diabetica il 12,9% dei pazienti con diabete di tipo 2 e il 22,8% di quelli con diabete di tipo 1.

E c’è un dato che riguarda da vicino chi vive nel nostro territorio: secondo i dati Istat, la Calabria è tra le regioni italiane con la prevalenza di diabete più alta, intorno all’8,7% della popolazione, circa il doppio rispetto alle regioni con i valori più bassi. Una ragione in più per non rimandare il controllo della retina.

Quali sono i sintomi della retinopatia diabetica?

Nelle fasi iniziali la retinopatia diabetica non dà alcun sintomo: non provoca dolore e non annebbia la vista. È questo l’aspetto più insidioso della malattia.

 Quando compaiono, i sintomi della retinopatia diabetica possono essere:

  • offuscamento della visione
  • comparsa di corpi mobili, le cosiddette “mosche volanti”
  • difficoltà a leggere o a distinguere i colori
  • calo improvviso della vista
  • zone d’ombra o aree mancanti nel campo visivo

 

Aspettare i sintomi della retinopatia diabetica per prenotare una visita significa quasi sempre arrivare tardi.

Per questo la prevenzione conta più di ogni altra cosa. Tutela la salute dei tuoi occhi con screening regolari: un’abitudine da rispettare fin dal giorno della diagnosi di diabete.

Quali sono gli stadi della retinopatia diabetica?

Due sono gli stadi principali di questa patologia: la forma non proliferativa, iniziale, e la forma proliferativa, avanzata. Riconoscere lo stadio corretto, è il primo passo per pianificare il percorso di cura più adatto.

  • retinopatia diabetica non proliferativa: i capillari si indeboliscono, si formano microaneurismi e i vasi rilasciano liquidi. Può comparire l’edema maculare diabetico che è la principale causa di calo visivo in questo stadio.
  • retinopatia diabetica proliferativa: detta anche retinopatia proliferante o retinopatia proliferativa diabetica. La retina, mal ossigenata, produce nuovi vasi sanguigni che possono sanguinare all’interno dell’occhio e provocare un distacco di retina trazionale.

 

Quali sono i fattori di rischio della retinopatia diabetica?

 I principali fattori di rischio della retinopatia diabetica sono la durata del diabete e il livello di emoglobina glicata (HbA1c), a cui si aggiungono:

  • un controllo glicemico non corretto
  • l’ipertensione arteriosa
  • la dislipidemia, ovvero valori elevati di colesterolo e trigliceridi
  • la gravidanza, che può accelerare la progressione della malattia
  • il fumo di sigaretta
  • la presenza di nefropatia diabetica

 Tenere sotto controllo questi elementi è proteggere i tuoi occhi.

Ogni quanto fare i controlli e lo screening della retinopatia diabetica?

Una delle domande che ci pongono più spesso i pazienti è proprio questa. Le linee guida delle società scientifiche italiane vale a dire SID (Società Italiana di Diabetologia) e AMD (Associazione Medici Diabetologi) indicano tempi precisi.

  • diabete di tipo 2: subito, al momento della diagnosi, perché la malattia può essere presente da anni senza essere stata riconosciuta.
  • diabete di tipo 1: entro 5 anni dalla diagnosi.

Ogni quanto devi ripetere lo screening? Vediamo caso per caso:

  • retinopatia assente all’ultimo controllo: intervallo fino a due anni.
  • retinopatia lieve: controllo annuale.
  • forme più avanzate o edema maculare: controlli semestrali o più ravvicinati, secondo l’indicazione dello specialista.
  • in gravidanza: una valutazione all’inizio della gestazione e controlli ravvicinati nei mesi successivi.

 

Attenzione: questi sono intervalli generali.

La frequenza corretta è quella che stabilisce il tuo oculista insieme al diabetologo, sulla base del tuo quadro clinico.

Come si diagnostica la retinopatia diabetica?

La retinopatia diabetica si diagnostica con l’esame del fondo oculare, integrato da esami strumentali come l’OCT, la retinografia digitale e l’OCT-angiografia. Il percorso diagnostico è rapido e indolore.

  1. l’OCT (tomografia a coerenza ottica) misura lo spessore della retina e individua l’edema maculare anche quando la vista è ancora buona.
  2. la retinografia digitale documenta lo stato della retina e permette di confrontare nel tempo l’evoluzione del quadro.
  3. l’OCT-angiografia ricostruisce la rete dei vasi retinici senza iniezione di mezzo di contrasto, mentre la fluorangiografia resta utile in casi selezionati.

 Il vantaggio per te? Questi esami individuano i primi segni della malattia molto prima che compaiano i sintomi.

Come si cura la retinopatia diabetica?

Non esiste un’unica cura per la retinopatia diabetica: il trattamento dipende dallo stadio della malattia. Tra le cure oggi disponibili:

  • controllo di glicemia, pressione arteriosa e colesterolo: è la base di tutto e resta la terapia più efficace in assoluto, soprattutto negli stadi iniziali.
  • laser retinico (fotocoagulazione): tratta i vasi anomali e stabilizza la retina, riducendo il rischio di emorragie nelle forme proliferative.
  • iniezioni intravitreali di farmaci anti-VEGF: sono il trattamento di riferimento per l’edema maculare diabetico e agiscono riducendo il liquido nella macula.
  • chirurgia vitreoretinica (vitrectomia): riservata ai casi più avanzati, come l’emorragia vitreale persistente o il distacco di retina trazionale.

Il principio è sempre lo stesso: prima si interviene, migliore è il risultato.

Perché affidarsi a un centro di eccellenza come il Centro Oculistico Iris

Scegliere un centro di eccellenza per la retinopatia diabetica è fondamentale, perché questa patologia richiede due cose insieme: una diagnostica capace di cogliere alterazioni minime e la possibilità di trattarle senza rimandare.

Al Centro Oculistico Iris di Cosenza uniamo una diagnostica di ultima generazione OCT, OCT-angiografia anche wide field, retinografia anche  wide field, fluorangiografia, laser terapia tradizionale  e less computer assistita, a microchirurgia vitreoretinica di precisione, all’esperienza del Dott. Silverio Rizzuto, con oltre 2.000 interventi di chirurgia della retina alle spalle.

 Il Centro dispone oltre il laser retinico tradizionale, il laser giallo micropulsato con navigazione digitale e pianificazione computerizzata ad alta precisione.per il trattamento delle forme che lo richiedono.

 Dalla diagnosi precoce fino al trattamento personalizzato ti seguiamo in ogni fase del percorso. Per ottenere i massimi risultati visivi possiamo intervenire con: 

  1. iniezioni intravitreali: proteggiamo la tua visione centrale, in 5 -10 minuti e senza dolore. Poi torni a casa.
  2. laserterapia computer assistita e navigazione digitale ad alta precisione.
  3. vitrectomia: intervento da 45-90 minuti con anestesia locale: il recupero di una vista più nitida è graduale. 

 E poiché la retinopatia è la conseguenza di una malattia sistemica, l’approccio che perseguiamo è multidisciplinare: la gestione della retinopatia e quella del diabete devono procedere insieme. Non solo follow-up regolari nel Centro, quindi, ma anche controlli glicemici costanti con il medico curante e il diabetologo.

 Se il diabete viene controllato raramente o in modo inadeguato, il rischio di sviluppare questa patologia oculare aumenta, e con esso anche la probabilità di perdere la vista.

Proteggi la tua vista, prima che sia il diabete possa impattare negativamente sulla salute dei tuoi occhi.

Se convivi con il diabete, il controllo periodico della retina è il gesto più semplice per mettere i tuoi occhi al sicuro.

 

Prenota ora una visita specialistica su MioDottore o telefonaci allo 0984-32775

FAQ sulla retinopatia diabetica

Risponde il Dott. Silverio Rizzuto ,Direttore Sanitario del Centro Oculistico Iris

Che differenza c’è tra laser tradizionale e laser computer-assistito con navigazione digitale ad alta precisione?

Il principio terapeutico è lo stesso: cambia il modo in cui il laser viene guidato sulla retina. Con il laser tradizionale il medico osserva attraverso una lente e applica manualmente ogni singolo spot: la precisione dipende dalla sua esperienza e dalla stabilità dell’occhio del paziente. Con il laser computer-assistito e navigazione digitale (ad esempio Navilas) pianifichiamo il trattamento su immagini digitali della retina, integrando anche OCT e fluorangiografia, e il sistema guida l’applicazione seguendo i movimenti dell’occhio: se il bersaglio si sposta, l’erogazione si interrompe automaticamente. Il risultato è un trattamento più preciso, uniforme e documentato, con un vantaggio importante soprattutto vicino alla macula, dove riduciamo il rischio di colpire tessuto retinico sano. In altri casi, come la panfotocoagulazione per la retinopatia proliferanteanche il laser tradizionale resta molto efficace: ciò che conta di più è la corretta indicazione e l’esperienza del retinologo. La tecnologia non sostituisce il medico: ne accresce l’accuratezza e il tuo comfort durante la procedura.

I danni già presenti non sempre sono reversibili, ma con una diagnosi precoce e le terapie giuste possiamo fermare la progressione della malattia e preservare la vista. È esattamente per questo che lo screening regolare è decisivo: interveniamo su un danno piccolo invece che su uno esteso.

Sì, assolutamente. Nelle fasi iniziali la retinopatia diabetica non dà alcun sintomo. Vedere bene non significa che la retina sia sana: solo un esame del fondo oculare, eventualmente integrato dall’OCT, può escludere la presenza della malattia.

Se la retinopatia è assente all’ultimo controllo l’intervallo può arrivare a due anni; diventa annuale nelle forme lievi e semestrale o più ravvicinato nelle forme più avanzate o in presenza di edema maculare. In gravidanza i controlli vanno intensificati. La cadenza definitiva la stabiliamo caso per caso.

No. La maggior parte dei pazienti che segue i controlli e mantiene un buon compenso glicemico non sviluppa mai una perdita visiva significativa. La cecità è quasi sempre l’esito di una malattia diagnosticata tardi o non trattata.

La visita con esame del fondo oculare richiede circa 30-40 minuti, considerando il tempo necessario alla dilatazione della pupilla. Gli esami sono indolori. Consigliamo di non guidare subito dopo, perché le gocce dilatanti annebbiano temporaneamente la vista per qualche ora.

No. Vengono eseguite in ambiente sterile con anestesia topica, cioè con un collirio anestetico. La procedura dura pochi minuti e la maggior parte dei pazienti riferisce solo una sensazione di pressione.

Non abbiamo risposto alla tua domanda?

Contattaci: siamo sempre a tua disposizione per darti tutte le informazioni di cui hai bisogno e supportarti nel tuo percorso di cura.

Puoi farlo anche in autonomia, su MioDottore oppure chiamandoci allo 0984-32775

Fonti

  • IAPB Italia ETS , Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità, scheda “Retinopatia diabetica” (iapb.it).
  • Linee guida SID Società Italiana di Diabetologia e AMD Associazione Medici Diabetologi.
  • Annali AMD, dati epidemiologici sulla retinopatia diabetica in Italia (JAMD , The Journal of AMD, 2024).
  • Istat , dati sulla prevalenza del diabete in Italia e per regione.
  • Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dati globali su diabete e disabilità visiva.

 

Le informazioni presenti in questo articolo hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. 

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