La chirurgia oculistica in Calabria ha raggiunto negli ultimi anni standard tecnologici e di esperienza chirurgica equiparabili a quelli dei migliori centri italiani. Quando con i nostri pazienti parliamo di intervento, molte sono le domande che ci pongono: Quanto dura? Fa male? Posso fare l’intervento qui a Cosenza o devo andare al Nord? Dopo quanto tempo tornerò a vedere bene?
In questo articolo desideriamo rispondere ad ognuna di queste.
Nel Centro Oculistico Iris di Cosenza offriamo l’intera gamma della chirurgia oculistica in Calabria: dalla cataratta al glaucoma, dalla chirurgia della retina al trapianto di cornea, dalla chirurgia refrattiva al trattamento del cheratocono.
Fino a qualche anno fa, molti pazienti calabresi con patologie oculari complesse si trovavano davanti a una scelta scomoda: accontentarsi di soluzioni parziali oppure affrontare lunghi viaggi verso i grandi centri del Nord. Oggi la chirurgia oculistica in Calabria è accessibile e all’altezza dei migliori standard nazionali.
Nel nostro Centro, ciò si traduce in tre elementi concreti:
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La cataratta è l’opacizzazione del cristallino, la lente naturale dell’occhio. È una condizione legata in larga parte all’invecchiamento, e l’unico trattamento efficace è chirurgico: non esistono colliri o farmaci in grado di farla regredire. La cataratta è anche l’intervento chirurgico più eseguito al mondo, con oltre 25 milioni di procedure annuali a livello globale: si tratta dell’intervento oftalmologico più studiato, più praticato e più sicuro.
Eseguiamo la microchirurgia della cataratta con le tecniche più moderne disponibili.
L’intervento dura 15-20 minuti, si esegue in anestesia locale con collirio ed è indolore. Attraverso una microincisione si rimuove il cristallino opacizzato con la tecnica a ultrasuoni (facoemulsificazione) e si impianta una lente intraoculare artificiale. Non servono punti di sutura: il paziente torna a casa il giorno stesso e nella maggior parte dei casi la vista migliora già nelle 24-48 ore successive.
La femto-cataratta è la tecnica più avanzata: i passaggi più delicati vengono eseguiti con il laser a femtosecondi anziché con il bisturi, per maggiore precisione e sicurezza.
Le lenti monofocali permettono di vedere bene a una distanza specifica, mentre per leggere o lavorare al computer servono gli occhiali. Le lenti multifocali di ultima generazione permettono invece di mettere a fuoco a più distanze, riducendo o eliminando la dipendenza dagli occhiali. Durante la visita preoperatoria, valutiamo insieme al paziente quale opzione è più adatta al suo stile di vita e alle sue caratteristiche oculari.
Il glaucoma danneggia progressivamente il nervo ottico, di solito a causa di una pressione intraoculare troppo elevata. Spesso non dà sintomi nelle fasi iniziali: il paziente si accorge del danno quando il campo visivo è già compromesso. Per questo i controlli regolari sono essenziali, soprattutto dopo i 40 anni e in presenza di familiarità.
Quando la terapia con i colliri non basta a controllare la pressione oculare, si ricorre al trattamento laser o all’intervento chirurgico. Al Centro Oculistico Iris di Cosenza sono disponibili tutte le principali opzioni. Vediamole insieme.
L’SLT è una procedura ambulatoriale che dura pochi minuti, è indolore e ripetibile nel tempo. Il laser utilizza brevi impulsi di luce a bassa energia per stimolare le cellule del trabecolato, cioè la struttura che drena il fluido intraoculare, migliorando il deflusso e riducendo la pressione. È indicato principalmente per il glaucoma ad angolo aperto, in caso di intolleranza ai farmaci, scarsa adesione al trattamento o fallimento della terapia farmacologica.
L’iridotomia YAG laser è indicata in caso di attacco acuto di glaucoma o di angolo stretto. Crea un piccolo passaggio nell’iride per riequilibrare la pressione tra le camere dell’occhio, abbassando la pressione intraoculare.
Procedura analoga alla SLT ma realizzata con un laser a gas argon. Anche in questo caso il trattamento è indolore e dura pochi minuti.
Durante l’intervento asportiamo una piccola porzione di tessuto oculare, creando una sorta di sportellino da cui far defluire l’umor acqueo: l’obiettivo è ridurre la pressione interna dell’occhio. Il paziente torna a casa il giorno stesso. Per la buona riuscita sono fondamentali i controlli post-operatori e il rispetto della terapia con colliri per circa un mese dopo l’intervento.
Nei casi in cui la trabeculectomia non sia applicabile o venga considerata troppo rischiosa, la scelta ricade sugli impianti di drenaggio. Si tratta di piccoli dispositivi in silicone: un’estremità del tubicino viene introdotta all’interno dell’occhio, l’altra suturata alla parete esterna. In questo modo l’umor acqueo in eccesso può defluire in modo controllato. I controlli oculistici programmati permettono di monitorare il corretto funzionamento del sistema nei primi mesi.
Le patologie della retina richiedono interventi diversi a seconda del tipo di lesione: alcuni si fanno in sala operatoria, altri si eseguono in ambulatorio con un’iniezione. Al Centro Oculistico Iris a Cosenza sono disponibili entrambe le modalità.
La vitrectomia è l’intervento che permette di rimuovere il corpo vitreo, cioè il gel trasparente che riempie l’occhio, per trattare patologie come il distacco di retina, il foro maculare, il pucker maculare e le emorragie vitreali. In alcuni casi di distacco di retina si associa il cerchiaggio: una banda di silicone posizionata attorno all’occhio per favorire la riadesione della retina.
Sono interventi delicati che richiedono esperienza specifica. Per molte di queste condizioni il tempo è un fattore critico: il distacco di retina in particolare va trattato il prima possibile per dare alle cellule retiniche la migliore probabilità di recupero.
Le iniezioni intravitreali sono un trattamento meno invasivo che consiste nell’introdurre un farmaco, di solito anti-VEGF o cortisonico, direttamente nel corpo vitreo. Servono per trattare la degenerazione maculare legata all’età, l’edema maculare diabetico, le occlusioni venose retiniche e altre patologie. La procedura dura pochi secondi, si esegue in ambulatorio con anestesia tramite collirio ed è sostanzialmente indolore. Spesso il trattamento va ripetuto a intervalli regolari secondo un calendario stabilito dal medico.
La cornea è la “lente” trasparente sulla parte anteriore dell’occhio. Quando si ammala per traumi, distrofie ereditarie, infezioni o cheratocono, può rendersi necessario un trattamento chirurgico. Al Centro Oculistico Iris eseguiamo le principali tecniche di chirurgia corneale.
Per fermarne l’evoluzione del cheratocono si utilizza il cross-linking corneale: una procedura non invasiva che combina vitamina B2 e raggi ultravioletti per rinforzare le fibre della cornea. La tecnica utilizzata al Centro non richiede la rimozione dell’epitelio corneale: questo significa tempi di esecuzione sotto i 20 minuti e dolore post-operatorio molto contenuto.
Nei casi di cheratocono già avanzato è possibile impiantare anelli intrastromali con tecnica IntraLase. Gli anelli appiattiscono la zona centrale della cornea, riducono l’astigmatismo e migliorano sensibilmente la qualità della vista. Sono sostituibili e rimovibili: l’intervento è reversibile.
Quando la cornea è gravemente compromessa, si ricorre al trapianto. Esistono diverse tecniche, che il chirurgo sceglie in base allo strato di cornea da sostituire:
La chirurgia refrattiva, che abbiamo approfondito in questo articolo, corregge difetti visivi come miopia, ipermetropia e astigmatismo, riducendo o eliminando la necessità di occhiali e lenti a contatto. È un intervento di elezione, non di urgenza: la scelta va fatta con calma, dopo una valutazione preoperatoria approfondita che stabilisce se il paziente è un candidato idoneo e quale tecnica è più adatta al suo caso. Al Centro Oculistico Iris la valutazione include una mappatura corneale completa e tutti gli esami necessari per decidere in sicurezza.
Accanto agli interventi sull’occhio in senso stretto, il Centro Oculistico Iris si occupa anche delle strutture annessiali.
La chirurgia delle palpebre (blefaroplastica) tratta condizioni come l’ectropion (palpebra rivolta verso l’esterno) e l’entropion (palpebra rivolta verso l’interno), oltre a interventi a finalità sia funzionale sia estetica per il rilassamento cutaneo. La chirurgia delle vie lacrimali (in particolare la dacriocistorinostomia) risolve l’ostruzione del dotto naso-lacrimale, causa di lacrimazione eccessiva e infezioni ricorrenti.
La chirurgia dello strabismo, infine, interviene sui muscoli oculari per ridurre o eliminare il disallineamento degli occhi.
Dietro ogni intervento c’è un’équipe. Nel nostro Centro, la chirurgia oculistica in Calabria è guidata dal Dott. Silverio Rizzuto, Direttore Sanitario della struttura e specialista in oftalmologia con oltre trent’anni di esperienza. Il suo percorso professionale è passato attraverso alcuni dei più qualificati centri oculistici italiani: oltre 30.000 interventi di cataratta, più di 2.000 interventi vitreoretinici, circa 300 trapianti di cornea, oltre 4.000 interventi di chirurgia refrattiva.
Al suo fianco, operano medici chirurghi specializzati dalle competenze trasversali, costantemente aggiornate: ciò consente di portare a Cosenza le soluzioni più all’avanguardia disponibili, anche per le patologie più rare.
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Il percorso al Centro Oculistico Iris segue alcune tappe comuni che desideriamo condividere con te.
Tutto inizia con la visita oculistica completa: esame della vista, valutazione del segmento anteriore e posteriore, eventuali esami strumentali specifici (OCT, topografia corneale, campo visivo, ecografia oculare a seconda del caso). Solo dopo questa valutazione viene proposto o escluso un intervento, spiegandone vantaggi, limiti e possibili alternative. In nessun caso si opera senza un percorso diagnostico approfondito.
Il giorno dell’intervento il paziente arriva in struttura, viene preparato in sala operatoria e, nella stragrande maggioranza dei casi, torna a casa nelle ore successive. L’anestesia è quasi sempre locale, le procedure hanno una durata variabile, da pochi minuti a una decina di minuti circa.
Il post-operatorio prevede una terapia con colliri da somministrare per alcune settimane e una serie di controlli programmati, di norma a un giorno, una settimana e un mese dall’intervento. Sono visite brevi ma essenziali: servono al chirurgo per verificare che la guarigione proceda come previsto e per intervenire se qualcosa non va come dovrebbe.
Abbiamo raccolto le domande che i pazienti ci pongono più spesso, prima e dopo la prima visita. A rispondere è il Dott. Francesco Sbano, medico oculista del Centro Oculistico Iris.
Non esiste un “momento giusto” valido per tutti: il criterio non è quanto è opaco il cristallino visto dall’esterno, ma quanto la cataratta sta limitando la vita del paziente. Quando il paziente fatica a guidare di sera, a leggere, a riconoscere i volti o si sente meno sicuro nei movimenti quotidiani, allora è il momento di valutare l’intervento. Nella mia esperienza, aspettare troppo non porta vantaggi: la chirurgia della cataratta oggi è sicura, rapida e con tempi di recupero molto brevi. La decisione comunque si prende insieme, dopo una visita completa.
Nella maggior parte dei casi, sì. Il glaucoma viene trattato in prima battuta con colliri ipotonizzanti, che riducono la pressione intraoculare e proteggono il nervo ottico. Quando i colliri non bastano o il paziente non li tollera, si passa a trattamenti laser come l’SLT, che sono ambulatoriali e ripetibili. L’intervento chirurgico vero e proprio come trabeculectomia o impianti drenanti si riserva ai casi in cui le opzioni precedenti hanno fallito. La cosa più importante da capire è che il glaucoma va monitorato per tutta la vita: anche se la pressione è sotto controllo, i controlli periodici non si interrompono mai.
Sì, è un’emergenza oftalmologica. Se il paziente nota improvvisamente lampi di luce, un aumento dei corpi mobili (le “mosche volanti”) o una sorta di tendina scura che invade il campo visivo, deve rivolgersi a un oculista nel più breve tempo possibile — idealmente entro 24-48 ore. Più tempo passa, più cellule retiniche rischiano di subire danni permanenti. Per questo al Centro Iris cerchiamo di garantire visite urgenti in tempi rapidi a chi presenta questa sintomatologia: vale la pena chiamare subito, anche se si ha il dubbio.
Nella stragrande maggioranza dei casi, sì, a condizione di intervenire per tempo. Il cross-linking corneale è il trattamento di riferimento per fermare la progressione del cheratocono nelle fasi iniziali e intermedie. Se il cheratocono è già più avanzato, possiamo combinare il cross-linking con gli anelli intrastromali per ridurre l’irregolarità corneale e migliorare la vista. Il trapianto di cornea resta l’ultima opzione, riservata ai casi in cui la cornea è ormai troppo deformata. Per questo è importante che i pazienti con cheratocono, soprattutto i giovani, non rimandino i controlli: prima si interviene, più opzioni abbiamo.
Un buon candidato è una persona con un difetto visivo stabile da almeno un anno o due, di età generalmente superiore ai 18-20 anni, con una cornea sana e di spessore adeguato. La chirurgia refrattiva non è indicata per tutti: ci sono condizioni come il cheratocono, alcune malattie autoimmuni o cornee particolarmente sottili,che la sconsigliano. Per questo motivo io non rispondo mai al paziente “sì, si può fare” prima di una valutazione preoperatoria completa, che include una mappatura corneale dettagliata. È un intervento di elezione: vale la pena prendersi il tempo di scegliere bene.
No, e questo è un equivoco frequente. La blefaroplastica può avere finalità puramente funzionali: quando le palpebre cadono al punto da ostacolare il campo visivo, oppure in caso di ectropion (palpebra rivolta verso l’esterno) o entropion (palpebra rivolta verso l’interno), l’intervento risolve un problema concreto di funzionalità e comfort. Esiste poi una componente estetica, legata al rilassamento cutaneo, che può essere trattata sia da sola sia in combinazione con quella funzionale. In ogni caso la valutazione preoperatoria stabilisce cosa è opportuno fare e cosa no.
Dipende molto dall’intervento. Per la cataratta la maggior parte dei pazienti vede già meglio nelle 24-48 ore successive, con la stabilizzazione completa nelle 2-4 settimane. La chirurgia refrattiva ha tempi simili. Le iniezioni intravitreali non richiedono praticamente recupero: si lascia lo studio e si riprende la giornata. La vitrectomia e i trapianti di cornea hanno tempi più lunghi da alcune settimane fino a diversi mesi per la stabilizzazione completa della vista. In ogni caso forniamo al paziente un calendario chiaro dei controlli e gli spieghiamo cosa aspettarsi settimana per settimana.
Per la stragrande maggioranza degli interventi oggi non serve andare fuori regione. La chirurgia oculistica in Calabria e in particolare al Centro Oculistico Iris di Cosenza copre l’intero spettro delle procedure: cataratta, glaucoma, vitreoretinica, cornea, refrattiva, chirurgia annessiale. Esistono casi rarissimi che richiedono centri ipersettoriali con tecnologie molto particolari, ma sono l’eccezione. Per il 99% dei pazienti calabresi, oggi è possibile farsi operare vicino a casa, con la stessa qualità chirurgica dei grandi centri del Nord. Questo è uno dei cambiamenti più importanti avvenuti nella nostra regione negli ultimi anni.
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